Rubrica curata da: Antonio Ferrarese

“UFISI”: l'UFFICIO GENERALE per i DEFUNTI

Di secolare origine, l'Ufficio Generale per i Defunti in Paullo, si festeggia la IV domenica di Quaresima ed il lunedì successivo e venne prodotto in virtù della Bolla Pontificia che Papa Pio VI°  inviò nel 1776 al prevosto di allora don Domenico Maria Cabrini:  bolla scritta in latino ed esposta nella Chiesa Parrocchiale nei giorni di ricorrenza.   

Nella traduzione riportata si legge:

Papa Pio VI a memoria eterna del fatto.

"Poiché abbiamo saputo che nella Chiesa Prepositurale di Paullo, nella Diocesi di Lodi, nel giorno seguente la IV Domenica di Quaresima si ha un gran afflusso di cristiani che vi accedono per pregare il suffragio delle anime del purgatorio, mossi da fraterno amore e dal desiderio di giovare al culto dei fedeli e di favorire la salvezza delle anime, attingendo ai celesti tesori della Chiesa, in nome della misericordia del Signore, concediamo l'Indulgenza Plenaria ed il perdono di tutti i peccati a tutti ed ai singoli fedeli in Cristo dell'uno e dell'altro sesso, purché sinceramente pentiti, confessati ed accostati alla Sacra Comunione, abbiano visitato la Chiesa Prepositurale e qui abbiano innalzato a Dio pie preghiere per la concordia dei Principi Cristiani, per l'estirpazione delle eresie e per l'esaltazione della Santa Madre Chiesa.

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SANTA FRANCESCA SAVERIO CABRINI

Fondatrice missionaria (1850-1917) - Patrona degli emigrati

Francesca Saverio Cabrini nacque, ultima di tredici figli, il 15 luglio 1850 a Sant’Angelo Lodigiano.

Sognò la vita missionaria fin da bambina.

Per obbedienza fece parte dal 1874 al 1880 di una nascente istituzione religiosa a Codogno, le “Sorelle della Provvidenza” in cui erano raccolte le orfanelle, diventando superiora col nome di Francesca Saverio.

 Decisivo fu, negli anni della giovinezza, l’incontro con il vescovo Scalabrini, che le descrisse la miseranda condizione degli emigranti in America e la convinse a dedicar loro la vita.

Fondando a tale scopo la Congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù sotto la protezione di S. Francesco Saverio.

Negli anni in cui operò la Cabrini, tra il 1875 e 1917, fece ben 24 traversate oceaniche, sui ponti delle navi, fra migliaia d’emigranti, a rincuorarli ed a farli sperare in un avvenire migliore.

Si calcolarono circa quattordici milioni gli Italiani giunti nelle Americhe.

Erano allora un popolo anonimo, “schiavi bianchi” affollati in alveari umani, costretti a vivere in abbruttimento fisico e spesso anche morale. Senza scuole, senza ospedali, senza chiese, spessissimo anche senza lavoro. Se ne stavano chiusi nei più miseri quartieri che proliferavano ai margini delle grandi metropoli, assorbiti dalle fabbriche, ingoiati dalle miniere o sparsi su lande infinite.

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PAULLO QUAND’ERA LODIGIANO

Appunti di storia della cucina del territorio

E’ possibile supporre che le numerose dominazioni straniere succedutesi ed alternatesi per secoli, abbiano esercitato qualche condizionamento sulla formazione di una tradizione gastronomica locale. Questa, in sintesi, potrebbe essere la tavola cronologica delle possibili influenze:

Dominazione dei Visconti e degli Sforza, XIV e XV secolo, cultura gastronomica dominante milanese.

Ducato di Milano, periodo spagnolo, 1535-1700, cultura gastronomica dominante spagnola.

Ducato di Milano, periodo austriaco, 1700-1796, cultura gastronomica dominante austriaca e milanese.

Repubblica e Regno napoleonico, 1796-1814, cultura gastronomica dominante francese.

Regno Lombardo Veneto, 1814-1859, cultura gastronomica dominante austriaca.

Regno di Sardegna, 1859-1861, cultura gastronomica dominante piemontese.

Dal 1861 il territorio Lodigiano entra a far parte del Regno d’Italia mantenendo comunque una consolidata tradizione gastronomica locale.

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GENNAIO 2017: L'USANZA DI BENEDIRE GLI ANIMALI

NEL LODIGIANO E DINTORNI

17 gennaio ricorrenza di Sant'Antonio Abate 

Consuetudine è di benedire in questo giorno gli animali di cascina e quelli domestici.

Tradizione remota di tempi lontani...di chi viveva su queste terre.

E' convinzione diffusa che i Romani, quali pagani, non fossero un popolo religioso, in realtà gli antichi, non solo Romani, ma anche Celti che abitarono le nostre contrade, avevano un rapporto intenso e continuo con gli dei. Riflesso di un senso religioso che concepiva le divinità normalmente occupate nelle vicende umane e intente a mandare messaggi, che gli uomini, dovevano interpretare e con la divinazione ottenere benefici e protezione.

Questa la pratica attraverso rituali e sacrifici, ufficialmente codificati con cui si esercitava la richiesta agli dei. Molti di quei rituali e tradizioni, sono giunti sino a noi adeguati alla liturgia cristiana. Del resto già i Romani avevano interpretato e fatto proprie molte divinità d'altri popoli con cui erano venuti in contatto, osservando ancora quanto durevole sia stato questo processo.

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VACANZE ESTIVE ALL'ADDA DI BISNATE

Le famiglie paullesi, all'inizio novecento, affidavano i propri ragazzi ad adulti generalmente selezionati dalla parrocchia o dall'oratorio per trascorregli una  vacanza estiva fuori porta.
Il GREST del momento.
C'è chi si ricorda ancora di aver percorso il tragitto Paullo - Bisnate su carro trainato dal cavallo, altri invece con la tipica corriera del servizio Spini.

Si partiva di buon mattino per ritornare nel tardo pomeriggio, ognuno con il proprio cestino per il pranzo.
Era considerata quasi una colonia estiva motivata dalla necessità di tenere sotto controllo i ragazzini, per non lasciarli gironzolare tutto il giorno, ma soprattutto per fornirgli quella dose di esposizione solare necessaria alla buona crescita del giovine. Una sorta di colonia elioterapica.

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Collaborazioni:

 

PRO LOCO PAULLO - Via Mazzini, 28 - 20067 Paullo (MI) C.F.: 97739980155 - P.IVA: 09433680965 - info@prolocopaullo.it

 

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